LAB SHOT: rendere visibile il meccanismo

La qualità non produce automaticamente riconoscimento. Van Gogh muore ignorato. Melville vende pochissimo in vita. Non per mancanza di talento, ma perché le loro opere non avevano ancora incontrato ciò che il proprio tempo era pronto a vedere.

Le immagini che si storicizzano non sono necessariamente le più belle. Sono quelle che intercettano, spesso per caso, un bisogno collettivo già presente nel loro tempo.

Analizziamo il meccanismo che le ha rese impossibili da ignorare.

Icone è il nostro archivio analitico: fotografie che hanno costruito immaginario collettivo, scomposte nei livelli che le hanno generate.

Visioni è il nostro spazio di ricerca visiva: fotografie e video come territorio di indagine sul linguaggio visivo e sul senso che produce.

I due movimenti si alimentano a vicenda.

Chi capisce il meccanismo guarda con più precisione.

Chi sperimenta verifica sul campo ciò che ha capito.

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ICONE

Fotografie che hanno costruito immaginario collettivo, analizzate nei livelli invisibili che le hanno rese Icone.



  • Napalm Girl
    Una bambina nuda corre tra le fiamme del napalm. Da quel momento il Vietnam ha il volto universale dell’innocenza ferita.
  • Migrant Mother
    Marzo 1936. Davanti a una tenda improvvisata una bambina appoggia il viso sulle mani. Una donna diventerà, icona della miseria.
  • Afghan Girl
    Guerra fredda, iconografia mariana, sguardo occidentale. Una fotografia che smette di essere reportage e diventa simbolo.
  • Tank Man
    Piazza Tiananmen, Guerra fredda. Una fotografia che smette di essere reportage e diventa specchio culturale.

VISIONI

Fotografie e video di nostra produzione, come territorio di indagine sul linguaggio visivo e sul senso che produce.



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